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Come dare spessore e carattere ad una voce

COME DARE SPESSORE E CARATTERE AD UNA VOCE   di Lorenzo Sebastiani In questo articolo vi suggeriremo un’idea molto utile nel caso in cui si voglia dare un carattere più forte ed incisivo ad una traccia vocale, forse perché la vocalità del cantante non è di per sé sufficientemente attraente o forse semplicemente perché un effetto di questo tipo si sposerebbe bene col genere e col brano. E’ di fatto un effetto già utilizzato in molti brani di successo e sembra non passare mai di moda. Esso si basa sull’utilizzo della distorsione o della saturazione, tipica degli amplificatori da chitarra o anche da basso: la traccia vocale viene fatta passare da un’ampli e miscelata con quella pulita ottenendo un suono molto particolare e penetrante. La percentuale fra voce pulita e distorta è a discrezione del gusto e di quanto si vuole portare dall’altra parte il risultato. Ovviamente l’operazione è possibile compierla con un ampli e una cassa veri, ma occorrerebbe possedere una reamping -box che traduca il segnale da livello di linea in uscita a livello instrument. L’accoppiamento elettrico, altrimenti, sarebbe non corretto. Vediamo invece come farlo in Pro Tools, utilizzando uno dei tanti Amp Emulators: il SansAmp. Per prima cosa duplichiamo la nostra traccia vocale, selezionandola e premendo la combinazione ALT+SHIFT+D, oppure dal menù Track → Duplicate… e chiamiamola “Vox Amp”. Carichiamo nel primo Insert della traccia Vox Amp il plugin SansAmp PSA-1, che troviamo sotto la categoria Harmonics. Mettiamo in mute temporaneamente la traccia pulita dalla quale siamo partiti. In questo modo ascolteremo solo la voce distorta e avremo modo di settare a nostro gusto tutti i...

COME MICROFONARE UNA CHITARRA ACUSTICA

COME MICROFONARE UNA CHITARRA ACUSTICA   di Lorenzo Sebastiani Affrontiamo ora un tipo di ripresa molto discusso: quello della chitarra acustica (o classica). Esistono anche in questo caso diverse tecniche, come al solito vi illustrerò quella che considero la mia base di partenza, da cui posso effettuare modifiche, in base alle esigenze che si presentano volta per volta.   Per ottenere una buona ripresa è necessario considerare i due elementi che compongono il suono di una chitarra acustica. Il primo è quello della corda, percussivo, brillante, utile a dare “leggibilità” e chiarezza. È quello che distingue chiaramente una ritmica da un’altra o rende chiaro l’uso del plettro o delle dita a seconda della tecnica utilizzata. È principalmente composto da una serie di frequenze abbastanza alte ed è un tipo di sonorità che si farà sentire sempre in fase di mixaggio. Questo anche perché ha in sè una forte componente percussiva, in certi casi paragonabile ad uno shacker. L’altra componente è quella amplificata dalla cassa armonica ed è rappresentata da un suono più grave, più rotondo, meno direzionale, più armonico. Per avere un buon equilibrio tra le due componenti è utile microfonare una chitarra con due microfoni, in due posizioni differenti. Uno posizionato nel manico a circa 20 cm dalla buca, leggermente al di fuori della cassa e a circa 10-15 cm di distanza dal manico stesso. L’altro, invece, può essere posizionato in prossimità della “buca” o leggermente più all’esterno (solitamente la posizione ottimale è a venti centimetri dall’esterno della cassa della chitarra, ma questo varia da microfono a microfono). Visto che il volume sarà superiore in prossimità della buca,...

FAT MIC DRUM : COME REGISTRARE UN SUONO DI BATTERIA FAT

FAT MIC DRUM : COME REGISTRARE UN SUONO DI BATTERIA FAT di Lorenzo Sebastiani   FAT MIC DRUM RECORDING TECHNIQUE Questa tecnica (o trick) di registrazione è stata ideata da Greg Wells: musicista e produttore discografico canadese. Come suggerisce il nome nasce con l’intento di fornire un supporto al suono della batteria che si sta registrando. E’ necessario l’utilizzo di un solo microfono e per questo in alternativa può anche essere considerato come un valido metodo per registrare lo strumento con un solo microfono a disposizione. L’ideale sarebbe di poter disporre di un microfono a condensatore a diaframma largo con figura polare Cardioide. L’idea è quella di riprendere il suono globale dei fusti del kit (per fusti intendo cassa, rullante e toms) proprio per “incicciare” (non a caso il nome è Fat Drum) il suono di questi. Se la disposizione del kit lo consente la posizione ideale è esattamente sopra la cassa. La zona dove posizionare il microfono è sopra la cassa rivolto in basso, all’altezza circa del cerchio del fusto. La figura cardioide ci consente di limitare il rientro dei piatti e di focalizzare invece la ripresa sulla cassa, rullante e i tom nelle vicinanze. Il suono ottenuto con questa tecnica è tipicamente un suono globale della batteria, un po’ come un overhead mono ma con molti meno piatti e molto più fuoco sui fusti, in particolare cassa e rullante. Potrebbe essere un ottimo punto di partenza per una registrazione ad un microfono, è sicuramente un fantastico rinforzo ad una registrazione di batteria con più microfoni, consentendo di aumentare il punch e il carattere della registrazione.    ...

Come microfonare una batteria – Parte 5 – L’AMBIENTE

Come microfonare una batteria – Parte 5 – L’AMBIENTE di Lorenzo Sebastiani   Concludiamo con questo quinto articolo la sezione “come microfonare una batteria”. Abbiamo visto nei quattro articoli precedenti come microfonare cassa, rullante, hi hat, tom, timpani e overhead (panoramici). Andiamo ora a vedere come microfonare l’ambiente. Posizioniamo due microfoni a condensatore all’interno della stanza dove sta suonando la batteria. Questo segnale andrà a sommarsi a tutti gli altri elementi più i microfoni overhead, e servirà ad aumentare il sustain. Creerà un suono ricco di riflessioni, di riverbero naturale e di caratteristiche che variano a seconda della stanza, dei microfoni e del loro posizionamento. A mio parere i microfoni ambientali dovrebbero essere posizionati a non più di tre metri dalla batteria e abbastanza distanti tra loro. In questo caso, infatti, è richiesta una buona dose di stereofonia e il suono dovrà essere caldo e morbido. Per questo si utilizzano di norma dei microfoni a condensatore. I più utilizzati sono proprio i Neumann U87 o similari. Si tratta di uno dei microfoni più utilizzati nella produzione musicale in studio. Solitamente viene utilizzato per registrare la voce, i fiati o le chitarre acustiche. Ha caratteristiche di leggibilità, morbidezza, elasticità all’equalizzazione, ed ha capsule molto resistenti. Il fatto che sia però molto costoso ha portato molte case costruttrici a creare dei cosiddetti “cloni” ovvero, microfoni simili ma con qualità e prezzi decisamente inferiori. È indubbio che le differenze ci sono, anche se in molti casi ci troviamo di fronte a ottimi microfoni, ugualmente validi. Altri, di solito utilizzati per riprendere il suono degli ambienti sono i Rode e i Sontronics. L’stc-2...

FILES OMF: COSA SONO E COME UTILIZZARLI SU LOGIC PRO, PRO TOOLS, CUBASE E ALTRE DAW

FILES OMF: COSA SONO E COME UTILIZZARLI SU LOGIC PRO, PRO TOOLS, CUBASE E ALTRE DAW   di Lorenzo Sebastiani   Vi sarà sicuramente capitato di aver la necessità di esportare progetti creati in Pro Tools verso altre DAW (ad esempio Cubase), oppure esattamente il contrario, ovvero poter aprire in Pro Tools un progetto creato con altra daw. Chiaramente questo passaggio sarebbe di per sé impossibile da realizzare poiché i software sono stati sviluppati da diverse case produttrici con formati e caratteristiche differenti, regole proprietarie (e quindi chiuse e non rese pubbliche agli sviluppatori). Tuttavia la casa Avid ha creato in passato un protocollo specifico per risolvere tutte queste situazioni, ovviamente Pro Tools è in grado di leggere questo protocollo. Ma la cosa interessante è che è diventato uno standard implementato dalle maggiori daw in commercio. Il protocollo di cui stiamo parlando è OMF Open Media Framework. Nato con l’intento di permettere l’interscambio di progetti (audio e video) tra software differenti. Questo protocollo prevede la creazione di un file in cui riportare le informazioni temporali. L’elenco delle clip incluse con il relativo volume e addirittura tutti i vari fades creati. Insieme a questo file vengono poi passati esattamente tutti i media interessati (audio e video).   COME FARE?   Da questa definizione capiamo che in realtà tutti i vari plugin, automazioni e altre impostazioni del progetto non vengono considerate. Abbiamo soltanto la possibilità di esportare le clip nella loro completezza (posizione temporale, volume e fades). L’immagine mostra la finestra di dialogo che appare quando scegliamo di esportare dal progetto. Nelle opzioni vediamo che sono disponibili due voci: OMF /...

Come Masterizzare un brano con CUBASE

Come Masterizzare un brano con CUBASE   di Lorenzo Sebastiani   Il processo di mastering di un missaggio è l’ultimo anello della catena di una produzione audio, tanto che viene definito anche “finalizzazione”. E’ un’operazione importante e anche molto delicata, richiesta a fonici specializzati che lavorano in studi progettati appositamente. In questo articolo non vogliamo descrivere o addentrarci nelle procedure professionali di mastering ma vogliamo semplicemente dare una facile e veloce soluzione per esportare il proprio mix con una rudimentale masterizzazione basata su compressione (massimizzazione) ed equalizzazione.   LA MASSIMIZZAZIONE   La massimizzazione è una forma di compressione estrema che consente di ridurre drasticamente la gamma dinamica del mix aumentando il volume medio e producendo quindi una sensazione di loudness elevata. In altre parole la procedura di seguito descritta ci consentirà di ascoltare il nostro mix con un volume medio simile a quello percepito ascoltando un CD in commercio. In questo caso abbiamo utilizzato Cubase Elements, ma la stessa procedura potrebbe essere applicata su molti altri software in commercio.   Ipotizziamo di aver creato il nostro mix E’ sempre consigliabile verificare prima di tutto se durante l’esecuzione del brano alcuni canali vanno in distorsione. Solitamente è bene correggere il mix affinché nessun canale raggiunga tale stato e la somma digitale del mix (visualizzabile nel meter del master) abbia sufficiente headroom (si aggiri mediamente sui -3/-6 dB). Premiamo F3 e accediamo alla Mixer Window. L’ultimo canale è il Master fader. Sotto i pulsanti di Mute e Solo troviamo un pulsante “E”. Clicchiamo su di esso. Si aprirà la finestra di configurazione del canale dove saranno presenti tutti gli stadi di...