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Come quantizzare una traccia midi con Cubase

Come quantizzare una traccia midi con Cubase Oggi vediamo come mettere a tempo una traccia midi registrata con Cubase. Il termine tecnico utilizzato in questo caso è “Quantizzazione”. Quantizzare vuol dire appunto spostare uno o più eventi midi, come ad esempio le note, portandoli su una posizione di riferimento vicina che è la griglia temporale. Ipotizziamo di aver registrato con la nostra midi keyboard una parte di piano, come quella in figura. Come potete vedere la parte non è perfettamente allineata alla griglia, lo si può notare sia negli attacchi che nelle code delle note. Procediamo quindi con la quantizzazione. Nel pannello a sinistra della finestra clicchiamo su “Quantizza”. Il bottone si espanderà (immagine di seguito)   Selezioniamo le note che vogliamo processare con lo strumento freccetta (default). Qualora volessimo aggiustare tutte le notte della traccia sarà sufficiente premere la combinazione CMD+A sulla tastiera. Il primo parametro da impostare prima di avviare la quantizzazione è quello della griglia. In generale è buona cosa impostarla secondo la figura ritmica più veloce presente nella parte da quantizzare. Nel caso qui in esempio possiamo notare che la nota più corta è lunga un quarto ma, essendo che parte sul levare del terzo movimento, la divisione di griglia ideale è 1/8. In effetti, impostando il valore di griglia a 1/8, verranno visualizzate le linee verticali sullo sfondo corrispondenti a tale risoluzione. Per quantizzare perfettamente le note sarà sufficiente cliccare sul bottone “Applica Quantizzazione” (figura successiva). Noteremo che tutte le note sono state spostate per far sì che l’attacco sia esattamente sincronizzato con la griglia. Qualora volessimo fare un passo indietro, potremmo “resettare” la...

Il Deesser: cos’è e come funziona

IL DEESER :  COS’È E COME FUNZIONA Il deesser è un compressore che ha come particolarità quella di attenuare fastidiose frequenze sibilanti, spesso provocate dalla consonante “S”. La caratteristica costruttiva di questo compressore è quella di essere estremamente veloce e mirato. Le frequenze su cui opera (solitamente dai 4 ai 5,5 Khz) sono molto importanti per la “leggibilità” della traccia vocale. Infatti, ogni equalizzazione o compressione che mira a toglierle in modo evidente può essere particolarmente inefficace, perché rischia di ovattare e rendere poco ariosa la traccia. Questo compressore riesce ad intervenire in modo molto veloce, attenuando solo i transienti, estremamente fastidiosi provocati da questa consonante. Viene controllato da un sidechain, che attraverso un equalizzatore evidenzia in maniera particolare solo quelle frequenze. Sotto, figura 1. Un deeser molto utilizzato è il plug in della Waves, nel quale è possibile è possibile selezionare la frequenza da comprimere o la frequenza di taglio sopra alla quale attenuarne il valore (filtro passa alto, come in figura). Attraverso la funzione “monitor” è inoltre possibile ascoltare le frequenze eliminate o la traccia con il deeser attivo. Se vuoi approfondire questo ed altri argomenti puoi visionare uno dei nostri corsi di produzione sul nostro sito www.produzionemusicale.com, e scaricarti una demo gratuita (link). Lorenzo...

CUBASE: COME ESPORTARE PIU’ TRACCE CONTEMPORANEAMENTE

CUBASE: COME ESPORTARE PIU’ TRACCE CONTEMPORANEAMENTE Una comoda funzione di Cubase è l’esportazione multitraccia (funzionalità disponibile soltanto nelle edizioni Artist e Pro), ovvero la possibilità di esportare in maniera indipendente tutte le tracce del progetto. La funzione è raggiungibile dal menù a tendina File > Mixdown-Esportazione. La schermata che si presenta è quella per il Bounce del progetto audio dove è possibile scegliere il formato audio di uscita e altre proprietà che andiamo ad analizzare nel dettaglio. Nome: Ci permette di scegliere il nome del file finale, nel caso dell’esportazione multicanale questo diventa una sorta di prefisso per i nomi delle tracce. Percorso: Ci permette di impostare il percorso dove salvare il file. Formato File: Ci permette di impostare il formato del file in uscita (Wav, Aiff, Mp3, FLAC ….), in base al tipo di formato potremmo avere a disposizione delle opzioni specifiche, come ad esempio per mp3 il rapporto di compressione oppure per wav la possibilità di esportare informazioni Broadcast. Frequenza Campionamento: Ci permette di impostare la frequenza di campionamento dei files finali. Risoluzione Bit: Ci permette di impostare la risoluzione del file finale Esportazione in tempo reale: Ci permette di elaborare l’audio del mixdown in tempo reale come se stessimo ascoltando dalla sessione. Questa opzione è utile qualora siano state impiegate delle macchine esterne (ad esempio un multieffetto o un compressore hardware). Dividi Canali: Questa opzione ci permette di salvare l’uscita di un bus multicanale come file mono separati. Ad esempio se stiamo lavorando per il cinema ed abbiamo un bus di uscita a 4 canali (Formato 4.0), se non attiviamo questa opzione verrà generato un file...

CUBASE: Gestione delle tracce

CUBASE: GESTIONE DELLE TRACCE Andiamo in questo articolo a capire come gestire le tracce su Cubase. All’avvio del software troveremo un pannello che ci chiede che tipo di progetto abbiamo intenzione di iniziare oppure quale progetto esistente vogliamo aprire. Tra le varie voci suddivise per categoria (Recording, Production, Mastering … ), troviamo anche la possibilità di creare un progetto completamente vuoto (senza impostazioni iniziali). Ipotizziamo di scegliere questa opzione e di analizzare le principali tipologie di tracce che abbiamo a disposizione. Una volta aperto, il progetto “vuoto” si presenta in questo modo: Scegliendo dal menù a tendina Progetto > Aggiungi Traccia si presenta un elenco di scelte a disposizione. Lo stesso menù può essere rapidamente mostrato premendo con il tasto destro nella sezione tracce dell’area di lavoro. Il menù che si presenta è il seguente:   Le tracce audio come suggerisce il nome sono quelle che servono a contenere audio, di seguito troviamo tracce midi e instrument da utilizzare appunto con segnali midi. Di seguito troviamo tracce particolari pensate ad esempio per gestire l’effettistica (Traccia Canale FX) oppure tracce per pilotare il routing del nostro segnale (Traccia Canale Gruppo) o ad esempio per organizzare l’area di lavoro (Traccia Cartella). (per l’elenco completo delle tracce vi rimando al corso di cubase acquistabile sul nostro sito a questo link) Come primo esempio analizziamo le tracce audio, scegliendo l’apposita voce nel menù che si propone appare una finestra di dialogo in cui possiamo impostare il numero di tracce che si intende creare, la configurazione: Mono o Stereo (ovvero se si tratta di una traccia audio in grado di contenere un solo file audio...

COME ALLINEARE DUE TRACCE VOCALI CON VOCALIGN

COME ALLINEARE DUE TRACCE VOCALI CON VOCALIGN VocAlign della Synchro Arts è un plugin davvero interessante e utile in quanto consente di allineare perfettamente sul tempo una traccia denominata Dub (secondaria) sulla base di una principale definita Main. Non solo, VocAlign può essere utilizzato anche per “synchare” due parti musicali (ad esempio un pattern di batteria elettronica su una reale o viceversa) ed è usato anche in ambito post produzione video. Un comune utilizzo in ambito produzione musicale è quello di mettere a tempo una o più tracce vocali armonizzate in riferimento alla principale, come nella figura di seguito. Apriamo VocAlign in modalità Rendering (Audio Suite) e capiamo come agire. Per prima cosa acquisiamo nelle due aree la Main Vox e la Dub Vox. Clicchiamo su “GUIDE”, selezioniamo la regione audio interessata nella Edit Window di ProTools e clicchiamo su “Capture” posto sul bordo inferiore della finestra di VocAlign. Clicchiamo poi su “DUB” e acquisiamo allo stesso modo la regione audio della voce secondaria. La situazione sarà simile alla seguente. I grafici esposti mostrano le variazioni in volume delle due tracce nel tempo. La prima opzione da valutare è l’algoritmo di Editing che può essere “Frequency” oppure “Time”: Scegliamo “Frequency” se l’audio sul quale stiamo lavorando proviene da una sorgente melodica (a singolo pitch). In questo caso la qualità del risultato sarà migliore. Optiamo invece per “Time” se stiamo lavorando su sorgenti audio complesse (ad esempio una percussione). Nel nostro esempio, essendo due linee vocali ha senso scegliere “Frequency” come algoritmo di processing. Per un allineamento veloce scegliamo la modalità “Basic” (che è quella di default). Qualora avessimo situazioni...

PRO TOOLS: COME IDENTIFICARE IL BPM DI UN BRANO CON IDENTIFY BEAT

IDENTIFICARE IL BPM DI UN BRANO IN PRO TOOLS CON IDENTIFY BEAT Quante volte succede di dover caricare in una sessione la “solita” base portata su chiavetta USB da un cantante? Sperando che la qualità della base sia decente (LOL) potrebbe essere molto utile identificare il BPM del brano prima di iniziare a registrare, ammesso che sia fisso o con definiti cambi di tempo. Uno dei vantaggi più immediati è quello di avere subito un host link per un effetto, come un delay. E’ sufficiente caricare un plugin di delay che supporti il link alla tempo map (ormai lo fanno quasi tutti) e il gioco è fatto: preciso e veloce. Ma i vantaggi non finiscono qui: i brani che hanno un tempo fisso spesso hanno strutture definite a blocchi (ad esempio strofa, ritornello, bridge, special, ecc..). Se si vuole copiare il ritornello 1 nel ritornello 2 avremo subito la griglia sott’occhio e potremo copiare le regioni con la tranquillità di mantenere inalterato il rapporto temporale (timing) della parte cantata! Queste appena descritte sono solo alcune delle situazioni nelle quali è possibile ritrovarsi. Ma vediamo come farlo in Pro Tools. La funzione si chiama Identify Beat e la possiamo trovare sotto il menù Event, oppure premendo la combinazione CMD + I. Prima di accedere alla funzione però, prepariamo una selezione corretta per l’analisi. Anzitutto cerchiamo un punto del brano dove è presente uno strumento ritmico forte, come ad esempio la batteria, e ascoltando identifichiamo un battere. Con l’aiuto della funzione “Tab to Transients” (figura in basso) attivabile fra i tools nella Edit Window posizioniamo il cursore al livello del transiente...