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Approfondimenti su strumenti, software e tecniche usate nel campo degli arrangiamenti e della produzione musicale.

CAVI E CONNESSIONI AUDIO

 

CAVI E CONNESSIONI AUDIO

Microfoni o mixer che emettono rumori, ronzii, scricchiolii, che manifestano perdita di segnale, distorsioni. Quante volte vi è successo? Tutto può avere origine da un cavo o da un connettore usurato o di scarsa qualità. La catena audio (la cui “forza” dipende sempre dall’anello più debole) può essere interrotta da un cavo difettoso.
Iniziamo dunque ad analizzarli per capire il loro funzionamento e la loro utilità.
Innanzitutto è necessario fare una distinzione tra cavi “non schermati” e cavi “schermati”.
Le uniche apparecchiature che utilizzano i primi sono gli altoparlanti, i diffusori. Tutti gli altri cavi devono necessariamente essere schermati.
La schermatura è fondamentale, dal momento che i segnali audio (sia microfonici che “di linea”) devono essere adeguatamente amplificati e possono coinvolgere in questo processo rumori parassiti eventualmente captati.
Questa è la cosiddetta “calza”, presente all’interno del cavo (proprio sotto la guaina isolante). Il nome deriva dal fatto che è un vero e proprio intreccio di sottili fili di rame (fig.55).

CAVI E CONNESSIONI AUDIO

Figura n.55

Più è fitta la maglia maggiore sarà l’isolamento dai campi magnetici.
L’isolamento massimo lo si ottiene attraverso un consistente foglio di metallo, avvolto al conduttore interno.
Tali cavi, molto particolari e utilizzati in specifici utilizzi come nella gestione delle radiofrequenze delle installazioni fisse (ad esempio le antenne TV), sono tuttavia molto rigidi sarebbero inadatti al nostro scopo.
Esistono tuttavia cavi dotati di calze con maglie così fitte da garantire un ottimo isolamento e contemporaneamente da offrire la necessaria flessibilità meccanica di impiego. È quindi fondamentale, quando si acquista un cavo, sceglierlo a “maglia fitta di schermatura”.
Un’altra caratteristica che deve avere un cavo è una buona dose di rame all’interno delle guaine. Sarebbe, infatti, il materiale che serve a far passare l’elettricità, più rame ci sarà minore sarà la resistenza dovuta al limite fisico del cavo. Tutti i cavi hanno un loro valore di ‘capacità’ tra i conduttori o tra i conduttori e la calza, e si comportano in pratica come le armature di un condensatore.
Dal momento che il cavo deve essere collegato con una sorgente di segnale dotata di una propria impedenza di uscita, la combinazione dei due parametri, data da impedenza e capacità, (R-C) presuppone l’esistenza di un filtro passa-basso.
Come abbiamo visto in precedenza questo filtro altro non è altro che un equalizzatore, il cui scopo è filtrare le alte frequenze.
Più è evidente questo effetto più il suono verrà “chiuso” e alterato.
La capacità di un cavo è normalmente specificata nei cataloghi dei costruttori in “pF/m” (picofarad per metro).

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