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Approfondimenti su strumenti, software e tecniche usate nel campo degli arrangiamenti e della produzione musicale.

Arrangiamento: “Cornice” o “Quadro”?

di Lorenzo Sebastiani

Mi capita spesso di sentirmi chiedere quale sia il vero ruolo dell’ arrangiamento in una canzone.
In molti pensano che sia un po’ come la cornice per un quadro, che, per quanto bella, possa solo amplificare l’effetto del quadro stesso.
Qualcuno lo considera un accessorio, anche perché di un brano è possibile fare tanti arrangiamenti.
Per questo, si pensa sia importante ma non quanto la canzone.
Personalmente però non credo sia così.

Penso piuttosto che i vari elementi che costituiscono il “messaggio musicale” si fondano in maniera unica e talvolta sia impossibile capire quale di loro sia il più importante.
Non sappiamo se ci innamoriamo più del cantante, della melodia, del testo o dell’ arrangiamento stesso.
E’ come un “polpettone magico”, dove a emozionarci è quella frase, in quel momento, cantata in quel modo, con quell’ arrangiamento e così via.
Tutto si fonde.
A volte la scrittura di un testo può essere anche ispirata da una base musicale.
Nel rap o nell’ hip hop è una prassi ad esempio.

Oppure pensiamo a quanto siano stati importanti certi “riff” nella storia della musica.
La chitarra di “Smoke on the Water” dei Deep Purple probabilmente è più celebre della linea vocale, così come può essere insostituibile il pianoforte introduttivo di “Caruso” di Lucio Dalla.
Quanti esempi si possono fare di arrangiamenti importanti quanto la canzone stessa?
Tantissimi. Senza quegli elementi strumentali sembrerebbe un’altra canzone.

Il bello della musica sta nella fusione di idee, di persone, di note.
Un po’ come in una reazione a catena dove tutto accade perché provocato da un elemento che l’ha preceduto, in questo caso ispirandolo.
Quando ascoltiamo un brano non pensiamo mai a quanto importante sia stato il riff o il ritmo o la melodia, o se sia giusta quella tonalità o quella velocità.
Ci arriva un “qualcosa”.

Non credo quindi che l’ arrangiamento sia un accessorio esterno al brano, ma credo sia importante quanto il brano stesso.
Può essere anche non “giusto”, non perfetto, purchè insieme a tutto il resto funzioni.

Non importa quanto sia accordato uno strumento, o quanto costoso sia il microfono per registrare la voce.
L’importante è la somma, il risultato dei vari elementi.
Il compito di un bravo arrangiatore è quello di fondere l’arrangiamento con tutto il resto, e di non farlo pesare o avvertire come un elemento esterno.

Non esiste cornice: è tutto quadro.